L’Italia è uno dei Paesi più visitati al mondo grazie al suo patrimonio storico, artistico e naturalistico. Proprio i paesaggi rappresentano una delle ricchezze del Belpaese, dove si spazia dalle coste alle colline fino alle montagne, in particolare le Dolomiti che nel 2009 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Proprio tra le cime aguzze di questo spettacolo della natura si trova il Lago di Sorapis, un vero e proprio gioiello.

La gemma delle Dolomiti: il Lago Sorapis

Il Lago Sorapis si trova in Veneto, ad appena 12 km dalla bella Cortina d’Ampezzo nel bellunese, incastonato a un’altezza di 1923 mt nel suggestivo gruppo dolomitico del Sorapis, proprio al confine con l’Alta Val Pusteria.

I laghetti alpini che punteggiano le Dolomiti sono tantissimi, ma ciò che contraddistingue il Lago Sorapis sono le sue acque, straordinariamente turchesi: avvicinandosi a questa meraviglia della natura sembra quasi che sulla superficie del lago fluttui una sorta di nebbiolina e che le acque siano pastose come il colore della tavolozza di un pittore.

In realtà, si tratta semplicemente dell’effetto derivante dal trasporto di sottilissime polveri rocciose provenienti direttamente dal ghiacciaio del Sorapis che alimenta l’omonimo lago. I fondali costituiti poi da pietra calcarea sono invece i responsabili della fantastica colorazione delle acque, nelle quali si specchia il Monte Sorapis e la vegetazione verde che circonda il lago: chiunque raggiunga questo luogo potrà circumnavigarlo su appositi sentieri, godendosi il panorama e raggiungendo poi la piccola spiaggetta perfetta per fare un pic-nic d’alta quota.

Come raggiungere il Lago Sorapis

Raggiungere il Lago Sorapis significa fare un’escursione più o meno impegnativa, a seconda del sentiero CAI che si sceglierà. Punto di partenza dove lasciare l’auto è il Passo delle Tre Cime di Lavaredo a poco più di 1800 mt di altezza.

Il sentiero più semplice, adatto anche agli escursionisti principianti e meno allenati, è il numero 215: si tratta di un percorso abbastanza battuto e molto frequentato nel pieno della stagione estiva. Il sentiero prevede l’attraversamento di un bosco, il superamento di uno sperone roccioso con tanto di scaletta in metallo e soprattutto tratti esposti integrati con cordicelle di acciaio per offrire maggiore sicurezza agli avventori: durante la salita ad accompagnare gli escursionisti ci sarà il panorama che regala viste spettacolari sui Cadini di Misurina, il Monte Cristallo e le Tre Cime di Lavaredo. Poco prima di arrivare al Lago di Sorapis si può fare una sosta al vicino Rifugio Vandelli, distante appena 150 mt: non c’è luogo migliore per rifocillarsi con un piatto di salsicce speziate e polenta con formaggio fuso.

I sentieri 213 e 216 sono più lunghi e adatti agli escursionisti più esperti, in quanto passa per l’ostica ma meravigliosa Forcella Marcuòira. Partendo sempre dal Passo delle Tre Cime di Lavaredo, si intraprende prima il sentiero 213 fino al Pianoro di Tardeiba, per poi iniziare l’impegnativo sentiero 216 fino alla Forcella Marcuòira: si discende poi nella pittoresca Valle dei Camosci con vista sulle Tre Cime di Lavaredo, sul Lago di Misurina, sui Cadini di Misurina e sulla Val d’Ansiei. Dalla Valle del Rio Sorapis si può scorgere, tra le chiome dei pini mughi, il Lago Sorapis, raggiungibile incamminandosi sul sentiero 215.

La leggenda del Sorapis

Nelle acque del lago Sorapis si specchia la mole dell’omonimo monte, accompagnato da una leggenda struggente legata al re Sorapis che governava il territorio tra le Tofane, l’Antelao, le Tre Cime di Lavaredo e le Marmarole. Il re aveva una figlia di nome Misurina: certamente bella, ma capricciosa, era assai viziata dal padre perché orfana di madre.

Un giorno la fanciulla venne a sapere dell’esistenza di una fata sul Monte Cristallo che possedeva uno specchio incantato che sapeva legger nei pensieri di chiunque lo avesse utilizzato. Misurina supplicò il padre di avere lo specchio e il re, pur di accontentarla, si recò con la figlia sul monte Cristallo per chiedere alla fata il magico oggetto. La fata acconsentì a patto che il re avesse accettato di tramutarsi in una montagna per fare da ombra al suo bel giardino fiorito. Il sovrano, per amore della figlia, accettò nell’indifferenza di Misurina, ormai soddisfatta della sua conquista. Mentre il re Sorapis si trasformava in montagna, in quello sconquasso la figlia perse l’equilibrio e cadde mortalmente nel vuoto: Sorapis assistette alla scena e pianse talmente tante lacrime da formare quello che oggi il Lago di Misurina.