Città bellissima e dalla storia millenaria, Palermo rappresenta il perfetto mix tra culture diverse. Questa importantissima multiculturalità non si manifesta solamente nella storia della città, ma anche nelle sua tradizione culinaria. Questa è infatti universalmente riconosciuta come una delle più ricche al mondo. Proprio questa è la ragione per la quale è impossibile dire di conoscere il capoluogo siciliano senza aver assaggiato il suo cibo.
Oltre ai grandi classici della cucina siciliana, a rendere Palermo una delle capitali mondiali della gastronomia è il suo particolarissimo street food, simbolo distintivo dell’accoglienza e della cucina meridionale.
Passeggiando per le vie del centro storico o frequentando i diversi mercati cittadini, sarà impossibile non sentirsi attratti da odori e profumi molto diversi, provenienti da venditori ambulanti o piccole botteghe. Scegliere cosa mangiare non è, però, affar semplice. Ecco perché abbiamo pensato di illustrare le principali specialità palermitane.

L’arancina

Probabilmente uno dei piatti simbolo della cucina italiana, l’arancina rappresenta la preparazione regina della tradizione culinaria palermitana. Questo alimento consiste in una palla di riso alla zafferano, ricoperto di pastella e successivamente fritto in olio bollente. Proprio la particolare colorazione assunta al termine della cottura è ciò che attribuisce il nome alla ricetta.
L’arancina può essere mangiata in ogni momento della giornata e presenta un costo mai superiore ai 3 euro. Questa è principalmente servita calda ed esistono oltre 100 varianti. All’interno, infatti, sarà possibile trovare formaggio, prosciutto cotto, ragù, pistacchio o salsa di pomodoro. A ogni modo, qualsiasi sia il ripieno, l’arancina merita certamente di essere assaggiata.

Il cannolo siciliano a Palermo

Dolce famoso in tutto il mondo, il cannolo siciliano rappresenta un altro alimento da assaggiare durante una vacanza a Palermo. Di dimensioni variabili, questo finger food deve essere preparato e mangiato al momento, in maniera tale da permettere alla ricotta di non rilasciare la sua parte umida e non rendere la pasta eccessivamente molle.

Sfinicione nello street food di Palermo

Simbolo dello street food palermitano, lo sfincione è uno dei prodotti simbolo della clutura culinaria locale. Questa sorta di pizza farcita con salsa di pomodoro, acciughe, cipolla e origano si può trovare all’interno dei ristoranti tipici della città o al mercato, dove viene servita direttamente dalla teglia.
Nonostante la versione originale sia quella in precedenza illustrata, lo sfincione palermitano ha anche una variante, nella quale la ricotta prende il posto del pomodoro.

Pani ca’ meusa

Piatto molto particolare, il cosiddetto pani ca’ meusa consiste in un panino farcito con milza, polmone e trachea del vitello. Realizzato con elementi di scarto degli animali, questo si realizza cuocendo milza e polmone all’interno della meusaru, caratteristica pentola utilizzatissima nella cucina tradizionale siciliana. I luoghi migliori per assaggiare questo panino sono l’antico mercato di Ballarò o quello della Vucciria, nei cui banconi il pani ca’meusa viene solitamente servito con del parmigiano grattugiato.

Pane, panelle e crocchè

A questo punto della lettura dovrebbe essere ormai abbastanza chiaro come la tradizione culinaria palermitana sia arricchita da diverse pietanze fritte. Tra queste è impossibile non citare pane, panelle e crocchè, piatti poveri diventati simbolo della Palermo popolare. Le crocchè sono semplici crocchette di patate, mentre le panelle sono gustosissime frittelle a base di farina di ceci che, talvolta, possono venire utilizzate anche all’interno dei panini.

Polpo bollito

Purpu vugghiutu, letteralmente polpo bollito. Piatto che testimonia la grandissima importanza che l’attività di pesca ha ricoperto e ancora oggi ricopre per la città di Palermo, il polpo bollito si serve o così com’è, o insieme a un’insalata o all’interno di un panino.
Anche questo, com molti altri piatti simboli di Palermo, si prepara in moltissimi ristoranti della città. Tuttavia, per assaporare la ricetta autentica e fedele alla tradizione, è necessario recarsi al mercato di Ballarò o a quello della Vucciria.

I dolci

Come non parlare, infine, dei tantissimi dolci che ogni giorno sfornano le tantissime pasticcerie palermitane.
In precedenza abbiamo parlato del cannolo siciliano, probabilmente il dessert più noto della tradizionale culinaria sicula, tuttavia sono diversi i dolci che meritano una particolare menzione. Assolutamente da assaggiare sono la cassata, torta a base di ricotta e di canditi, la pasta di mandorle e le tradizionali Minne di Sant’Agata, dolce a base di pasta frolla, crema di latte, zuccata, scaglie di cioccolato e cannella.
Famosissima è anche la granita, dolce al cucchiaio realizzato utilizzando frutta fresca, acqua e zucchero.