Gent non è una città che si concede tutta e subito. Non ha l’impatto immediato di Bruges, né l’energia frenetica di Bruxelles. Eppure, basta iniziare a camminare perché qualcosa cambi. Le pietre consumate, i canali silenziosi, le facciate gotiche che convivono con bar pieni di studenti: Gent si svela mentre ti muovi, non mentre la cerchi.

È una città a misura d’uomo, perfetta da visitare in un solo giorno, a patto di abbandonare l’idea di “vedere tutto” e concentrarsi su ciò che davvero racconta la sua identità. Qui la bellezza non è mai ostentata, ma distribuita nei dettagli.

Dove si trova Gent e perché è diversa dalle altre città fiamminghe

Gent si trova nel cuore delle Fiandre, in Belgio, tra Bruxelles e Bruges. In passato è stata una delle città più potenti d’Europa, grazie al commercio e all’industria tessile. Oggi è una città universitaria, viva, giovane, attraversata da un’energia che non ha nulla di turistico.

Ti capiterà di notare come la città sia abitata, non messa in vetrina. Le biciclette sono ovunque, i locali sono pieni anche nei giorni feriali, e molte piazze diventano spontaneamente luoghi di ritrovo. Questo equilibrio tra storia medievale e vita quotidiana è ciò che rende Gent così credibile.

Arrivare a Gent è semplice (e questo aiuta)

Raggiungere Gent è facile, e questo contribuisce a renderla una meta ideale anche per una visita breve. Da Bruxelles bastano circa 40 minuti di treno, da Anversa meno di un’ora. La stazione è ben collegata e, una volta fuori, il centro storico è raggiungibile a piedi con una breve passeggiata.

Se stai viaggiando in Belgio in auto, Gent si inserisce perfettamente nel classico itinerario tra Bruxelles, Anversa e Bruges. Ma una volta arrivato, l’auto non serve più: Gent è una città da percorrere lentamente, non da attraversare.

Quanto tempo serve davvero per visitare Gent

Una delle qualità migliori di Gent è la sua compattezza. Il centro storico è raccolto, pianeggiante e facilmente esplorabile. In un giorno riesci a vedere i luoghi principali senza dover correre, lasciando anche spazio a pause non programmate.

Se hai più tempo, puoi approfondire musei e quartieri meno centrali. Ma se la tua domanda è se valga la pena visitarla in giornata, la risposta è sì: Gent riesce a lasciare il segno anche in poche ore.

Il periodo migliore per visitarla

Gent non ha una stagione sbagliata. In estate le giornate sono lunghe e luminose, perfette per passeggiare lungo i canali e fermarsi sulle banchine. In autunno la città cambia colore, le foglie cadono e la luce diventa più morbida, quasi cinematografica.

In inverno, soprattutto durante il periodo natalizio, Gent si trasforma. Le luci, i mercatini, il profumo di spezie e vin brulé riempiono le piazze. Anche il clima grigio, tipico del Nord, contribuisce a creare un’atmosfera intima e raccolta.

Come muoversi: a piedi è la scelta migliore

Gent è una città che si lascia scoprire camminando. Le distanze sono brevi e ogni deviazione è potenzialmente interessante. Ti capiterà spesso di fermarti senza un motivo preciso: una vetrina di cioccolato, una porta decorata, un ponte che merita uno sguardo in più.

In alternativa puoi salire su una barca e vedere la città dall’acqua, oppure noleggiare una bicicletta, come fanno molti abitanti. Ma se vuoi davvero coglierne il ritmo, il passo lento resta la scelta migliore.

Il Castello di Gravensteen, simbolo inatteso nel centro città

Il Castello di Gravensteen è uno di quei luoghi che sorprendono per posizione e presenza. Si trova proprio nel centro di Gent e appare all’improvviso, con le sue torri, le mura e il fossato che sembrano appartenere a un’altra epoca.

All’interno, il percorso racconta la storia dei Conti di Fiandra, dei tribunali e delle prigioni. Non è un castello scenografico, ma un edificio autentico, rimasto al suo posto mentre la città cresceva attorno. Salendo sulle mura, la vista sui tetti e sui canali ripaga ampiamente il tempo della visita.

Gent vista dall’acqua: i canali raccontano la città

Un giro in barca sui canali permette di leggere Gent da una prospettiva diversa. Navigando lungo il fiume Leie, si incontrano le storiche banchine di Graslei e Korenlei, un tempo cuore degli scambi commerciali.

Oggi sono uno degli angoli più piacevoli della città: facciate fiamminghe, tavolini all’aperto, persone sedute lungo l’acqua. Dal canale Gent appare più calma, quasi sospesa, e rivela il suo legame profondo con l’acqua.

La Cattedrale di San Bavone e il capolavoro dei Van Eyck

La Cattedrale di San Bavone domina il centro con la sua architettura gotica. Al suo interno custodisce uno dei capolavori assoluti dell’arte fiamminga: l’Adorazione dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck.

L’ingresso alla cattedrale è gratuito, ma per vedere il polittico è necessario acquistare un biglietto. Davanti a quest’opera, complessa e ricca di dettagli, si comprende il ruolo centrale che Gent ha avuto nella storia culturale europea.

Beffroi e Chiesa di San Nicola: lo skyline di Gent

Accanto alla cattedrale si erge il Beffroi, la torre civica alta 95 metri, oggi Patrimonio UNESCO. È il simbolo dell’autonomia cittadina e offre una vista panoramica sull’intero centro storico.

Poco distante si trova la Chiesa di San Nicola, la più antica della città, affacciata sul Korenmarkt. Insieme alla cattedrale e al Beffroi forma lo skyline di Gent, uno dei punti più riconoscibili e fotografati, ma anche uno dei più piacevoli in cui fermarsi senza fretta.

Vrijdagmarkt e Werregarenstraatje: due volti della città

La Vrijdagmarkt è una piazza che racconta la storia sociale di Gent. Qui si sono svolti mercati, assemblee pubbliche ed eventi che hanno segnato la vita cittadina. Oggi è uno spazio vissuto, circondato da palazzi fiamminghi e locali.

A pochi passi, Werregarenstraatje offre un contrasto netto. È la strada dei graffiti, dove gli artisti possono dipingere liberamente. Le opere cambiano continuamente, sovrapponendosi. È un luogo breve, ma emblematico del lato più creativo e contemporaneo di Gent.

Perché Gent resta impressa

Quando lasci Gent, non hai l’impressione di aver visitato una città-museo. Ti resta piuttosto una sensazione: il rumore dei passi sulle pietre, l’acqua ferma dei canali, una bicicletta appoggiata a un ponte.

Gent non chiede attenzione, non cerca di stupire. Si fa ricordare per come ti fa sentire mentre la attraversi. Ed è forse questa la sua qualità più rara.